mercoledì 25 novembre 2015

Zucchero di canna o zucchero semolato?

Permettetemi di spendere due parole su questa questione, sulla quale si consumano i più scontati luoghi comuni. Quale zucchero scegliere? Beh, se vestiamo i panni dei salutisti, certamente rispondiamo, zucchero di canna, vada retro Satana allo zucchero semolato, becero prodotto dell'industria più squallida. Se poi ci definiamo vegani, magari senza sapere bene che si intenda con questo termine, a maggior ragione. Già, perchè, purtroppo, e a scrivere è un vegano convinto, veganesimo e salutismo vanno a braccetto.
Proviamo a fare un semplice ragionamento, partendo da nozioni elementari, disponibili a tutti, senza dover essere esperti nel settore dell'alimentazione. Ci faremo guidare solo dal buon senso, la cosa meglio distribuita tra tutte, secondo il buon Cartesio. E vediamo dove arriviamo.
Lo zucchero semolato è derivato dalla barbabietola da zucchero, un ortaggio coltivato in Italia, in special modo in Emilia Romagna, la regione maggior produttrice. Dalla barbabietola allo zucchero c'è tutto un processo industriale, che prevede, tra le altre cose, una completa raffinazione. Faccio presente che è bianco proprio per poter essere appetibile. In altre parole le stesse persone che lo vituperano tanto sono quelle che inorridirebbero se non avesse il suo candido colore. Purtoppo, il processo di raffinazione, come tutti sappiamo, ha la controindicazione di privare il composto di tutte le sue virtù nutritive, in primis i sali minerali.
E lo zucchero di canna? Questo invece è ricavato dalla canna da zucchero, che in Italia non si coltiva, ma è presente principalmente dall'altra parte del Globo, alias sud est asiatico. Al pari dello zucchero semolato, lo zucccheo di canna, fatta eccezione per quello integrale (il muscovado), è un prodotto raffinato. Ma il suo colore ambrato? Il colore è determinato dalla melassa, un composto presente nella canna, ma assente nella barbabietola, che il processo di raffinazione non elimina in modo completo. E' proprio la melassa che dà allo zucchero in esame il suo gusto tutto particolare, gusto che può piacere oppure risultare sgradito. Quindi? Ebbene si: stiamo paragonando due prodotti raffinati! Già, ma lo zucchero di canna è ricco di sali minerali, di cui invece, come abbiamo visto, lo zucchero semolato è praticamente privo. Falso. Ne contiene una minima parte, sempre in virtù del fatto che il suo processo di raffinazione, meno invasivo di quello applicato al semolato, non riesce ad eliminarli in modo completo. Ma parliamo di percentuali minime, assolutamente insignificanti da un punto di vista nutrizionale.
A questo punto, quale dei due zuccheri prediligere?
La risposta è molto, molto semplice. Amate il gusto tutto particolare dello zucchero di canna? Allora scegliete quello. Anzi, vi consiglio di fare uno sforzo, e reperire la varietà muscovado, vale a dire quello integrale. Qui la melassa è presente senza sconti, e il suo gusto è veramente predominante. E con questo si che abbiamo un prodotto genuino, che vede inalterate tutte le sue proprietà nutrizionali, particolarmente ricco dei tanto benefici sali minerali.
Riteniamo che uno valga l'altro, come dolcificante? Allora, non ci sono dubbi. Scegliamo quello semolato. Perchè? Semplice. Perchè optiamo per un alimento prodotto a poche centinaia di chilometri da casa nostra al posto di uno prodotto dall'altra parte del globo, e il cui trasporto ha non trascurabili impatti ambientali.
Ma come. Senza entrare minimamente nei dettagli, armati solo di un po' di buon senso e di qualche nozione di base, siamo giunti ad una conclusione che è l'esatto opposto di quello che i mass media vogliono farci credere.
Spero di avervi convinto. Guardatevi dai falsi santoni della nutrizione che santificano l'uno e demonizzano l'altro. O non sanno che vi stanno dicendo, oppure, peggio ancora, giocano sulla vostra buona fede e vi prendono letteralmente in giro. Vade retro Satana sì, ma ai falsi profeti di false ideologie.

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